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In rotta su Marte

Stories11 luglio 2023

Il costruttore di motori a razzo Aerojet Rocketdyne si allea con Sandvik Coromant per far (letteralmente) decollare il suo prossimo progetto.

Che il lavoro di squadra sia fondamentale per il successo è un concetto praticamente condiviso da tutti, e il discorso vale un po' in tutti gli ambiti, dallo sport all'educazione degli adolescenti. Ma questo è ancora più vero per le grandi imprese in cui sono in gioco vite umane. Così, quando Steve Fonteyne, tecnico responsabile di produzione della storica azienda produttrice di motori a razzo Aerojet Rocketdyne si è rivolto a Derek Smith di Sandvik Coromant per chiedere assistenza per la produzione di un pezzo particolarmente complesso, la risposta non poteva che essere affermativa.

Smith è uno specialista di processo e programmatore CAM del gruppo Global Aerospace and Custom Solutions di Sandvik Coromant, che ha trascorso quasi cinque mesi presso lo stabilimento produttivo di Aerojet Rocketdyne nel distretto di Canoga Park in California. Insieme al programmatore CNC George Hernandez e agli operatori macchina Enrique Guzman e Gurjit Matharu, Smith ha sviluppato un complesso codice di programmazione per il centro di lavoro a cinque assi dell'azienda. Quindi, insieme al team di Aerojet Rocketdyne, ha collaudato i sistemi di attrezzamento, simulato i processi produttivi per poi passare alla realizzazione del pezzo con il massimo dell'impegno.

Probabilmente avrete già visto lo Space Shuttle Main Engine (SSME) prodotto da Aerojet Rocketdyne, che è stato uno dei pilastri del programma Space Shuttle per tutta la sua durata trentennale, ed è stato impiegato 135 volte per portare in orbita gli astronauti. Questo motore genera temperature di diverse migliaia di gradi centigradi e produce una spinta che sarebbe sufficiente a sollevare 10 balenottere azzurre, il più grande animale vivente sulla Terra. Attualmente è in corso un progetto di riconversione, in seguito al quale il motore RS-25 verrà utilizzato per lo Space Launch System, il sistema di lancio orbitale che verrà impiegato dalla NASA per l'esplorazione dello spazio profondo e dovrà portare nuovamente l'uomo sulla Luna e più avanti anche su Marte.

Questo è uno dei motivi per cui la direzione di Aerojet Rocketdyne si è rivolta a Sandvik Coromant: l'azienda aveva bisogno di aiuto per lavorare la camera di combustione principale (MCC) del motore RS-25, uno dei molti componenti critici di un motore a razzo ormai leggendario, realizzato con materiali robusti e con una termoresistenza adatta alle condizioni infernali che si vengono a creare nel suo nucleo incandescente.

Ma non si trattava solo di lavorare un metallo particolarmente difficile. Il progetto comportava molte altre sfide, che tutti coloro che ci avevano già lavorato conoscevano bene.

Si trattava di lavorare, con tempistiche che non ammettevano ritardi, un pezzo che una volta giunto in quella fase valeva già centinaia di migliaia di dollari, e di affrontare varie altre problematiche che, anche prese singolarmente, sarebbero già state fonte di preoccupazione. Tra le altre cose, il progetto comportava l'utilizzo di svariati nuovi utensili da taglio e portautensili, di un nuovo software di programmazione, di una nuova macchina utensile e di un processo di lavorazione non ancora collaudato. Insomma, la carne al fuoco era davvero tanta.

Però non era la prima volta che Sandvik Coromant collaborava a un'impresa del genere. Nel 2014, il suo tecnico commerciale Jim Courtney aveva già partecipato a un progetto di riduzione del tempo ciclo per Aerojet Rocketdyne, con il quale l'azienda aveva evitato di investire in varie macchine utensili e aveva potuto eseguire internamente numerose lavorazioni che prima affidava a terzi.

Il progetto MCC ha avuto esiti altrettanto positivi. Dopo aver controllato e ricontrollato ossessivamente i parametri della missione, Smith e Hernandez hanno completato il ciclo di lavorazione finale all'inizio del 2018. La camera di combustione è stata quindi trasportata allo Stennis Space Center della NASA nel Mississippi ed è stata collegata a un motore RS-25 di nuova generazione per il collaudo. I risultati del primo degli otto test completi a terra hanno superato ogni aspettativa.

Tutti qui sono appassionati di razzi, ma mai come i tecnici che partecipano attivamente alla loro realizzazione. E i collaboratori di Aerojet Rocketdyne Hernandez, Fonteyne, Guzman, Matharu e molti altri si meritano davvero un plauso, così come Smith di Sandvik Coromant. Se non fosse stato per il loro lavoro incessante, spesso fino a tarda notte e anche nei weekend, per non parlare dell'esecuzione impeccabile di un progetto che è durato mesi, probabilmente il prossimo passo dell'umanità nell'esplorazione spaziale avrebbe subito ritardi o magari sarebbe andato incontro a conseguenze ancora peggiori.


Kip Hanson